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Civetta (Athene noctua)

Civetta
Categoria: Fauna
Nazione: Albania
Comune: Qender
Località: Isola di Zvernec
REGNO ANIMALIA
PHYLUM CHORDATA
CLASSE AVES
ORDINE STRIGIFORMES
FAMIGLIA STRIGIDAE
GENERE Athene
SPECIE Athene noctua
AUTORE Scopoli, 1769
NOME COMUNE Civetta
Ambiente: nelle vicinanze degli abitati civili
Rilevatore: Salvatore Moscatello (Università del Salento)
Data osservazione: 11/07/2007

Morfologia: La civetta (Athene noctua), è un uccello rapace notturno della famiglia degli Strigidae. La civetta è lunga circa 21-23cm, ha un'apertura alare di 53-59cm e un peso che varia da 100 a poco più di 200gr. Ha forma tozza, capo largo e appiattito senza i tipici ciuffi auricolari del gufo comune, occhi gialli e zampe lunghe parzialmente rivestite di setole. La parte superiore è grigio-bruno macchiata di bianco mentre in quella inferiore è prevalente il bianco, macchiato di bruno. I sessi sono simili, con la femmina di dimensioni leggermente maggiori. La civetta si nutre prevalentemente di piccoli mammiferi, uccelli, anfibi, insetti. Come tutti gli Strigiformi, è capace di ingoiare le prede intere, salvo poi rigurgitare, sotto forma di borre, le parti indigeribili (peli, piume, denti, ossa, guscio cheratinizzato degli insetti). Nemici delle civette sono gli astori e gli sparvieri, che se riescono a catturarne una la strangolano. Diverso è il discorso per la donnola che ne divora le uova. L'alba e il tramonto sono le ore preferite dalla civetta che si nutre di topi, uccellini, rettili, anfibi, pipistrelli e grossi insetti. Appena scorge uno di questi animali, gli piomba addosso quasi ad ali chiuse, lo afferra per una zampa, e poi torna al luogo da cui è partita. Quindi con la preda tra gli artigli, rimane tranquilla per qualche tempo prima di ucciderla con due o tre beccate. Se si tratta di un uccello, prima di mangiarlo gli toglie le penne, mentre nel caso di un quadrupede lo spella con grande destrezza.

Inquadramento: I suoi habitat preferiti sono nelle vicinanze degli abitati civili, dove c'è presenza umana, in zona collinare. Evita le zone oltre i 1000m di altitudine poiché la neve limita fortemente le sue fonti alimentari. Frequenta gli ambienti più disparati, dalle vecchie querce nei boschi ai salici in aperta campagna. Abita spesso i frutteti e non di rado si stabilisce nei centri cittadini, sulle torri, le arcate dei portici e nelle soffitte. Spesso anche di giorno rimane posata sui frutteti e sui pali telegrafici. Evita i boschi molto grandi e le foreste di conifere, mentre predilige le macchie sparse nei campi.

Distribuzione: E' diffusa in tutta l'Europa centrale e meridionale, l'Asia centrale e nell'Africa settentrionale e orientale. Molto abbondante nelle tre penisole meridionali europee (Iberica, Italiana, Greca). In Italia è un uccello molto comune ed è diffuso in quasi tutta la penisola tranne che sulle Alpi.

Ciclo: Nidifica tra Marzo e Giugno. La femmina depone 4-7 uova bianche in piccole cavità tra le rocce, negli alberi, nei muri di vecchi edifici, in tane abbandonate di mammiferi di media taglia e poi le cova per circa 28 giorni. In quel periodo è aiutata dal maschio nella caccia. Dopo un mese o poco più i piccoli lasciano il nido ma sono completamente indipendenti solo a 2-3 mesi di vita.

Status: È inserita nella Lista rossa IUCN come specie a rischio minimo (LC). I principali fattori di minaccia sono la riduzione e l'alterazione degli habitat, l'aumento del traffico veicolare di cui la specie è la vittima più frequente tra gli Strigiformi.
Grado di protezione: Convenzione di Berna (legge 503/1981, allegato II).

Note: Le civette hanno un ampio repertorio vocale. Il maschio emette un malinconico "hu-u-ou" ripetuto ad intervalli variabili. Uccello notturno per antonomasia, la civetta in realtà può essere attiva anche nel tardo pomeriggio e di prima mattina, ma è molto vigile anche nel resto della giornata. La civetta, come molti altri animali notturni, è considerato dalla tradizione popolare un animale che porta sfortuna, e molti si augurano che non si metta a cantare sopra il proprio tetto. Nell'antica Grecia, invece, la civetta era considerata sacra per la dea Atena (da qui il nome del genere, quello della specie riporta il nome latino dell'uccello), dea della sapienza ed ancora oggi è raffigurata in molti portafortuna. Con il termine civetta si intende anche una donna vanitosa, leggera, che ama farsi corteggiare attraendo ammiratori con atti e vezzi per lo più leziosi e poco naturali. Questa usanza è data dal fatto che questo rapace, quando veniva usato dai cacciatori come richiamo per ingannare i piccoli passeriformi, li attraeva con un particolare modo di battere le ali, con inchini, ammiccamenti e altri atteggiamenti simili che costituisce un irresistibile spettacolo per le potenziali prede.

Bibliografia: AA.VV. - Rassegna completa degli uccelli d'Europa, Rizzoli, Milano 1972.

BirdLife International 2004. Athene noctua. In: 2007 IUCN Red List of Threatened Species. IUCN 2007.

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