Interreg Italia AlbaniaUnione Europea Progetto cofinanziato dall'Unione Europea
Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR)

Karaburun

(Di.S.Te.B.A., Università del Salento - Lecce)

Tipologia
Itinerario naturalistico

Mezzi
Barca 10+8 km, piedi 4 km

Difficoltà
Escursionisitco Esperto (EE)

Consigli
Acqua e cibo da portare

Periodo migliore
Aprile-giugno; settembre-ottobre

Durata max
6h

Offerta pacchetto
  • Andata e ritorno in barca/gommone a motore
  • Guida a terra per 4 km
  • Guida in acqua per immersione, affitto bombole e attrezzatura sub
  • Colazione al sacco
  • Quota manutenzione cartellonistica

Attività
Trecking, fotografia, nuoto, immersione, acquisto prodotti locali (miele, formaggio), approfondimento culturale

Organizzazione per 10 persone
Arrivo a Shen Jan. 5 sbarcano con guida naturalistica e si avviano lungo il percorso a terra fino a capo linguetta (4 km, 2 h). 5 fanno immersione con guida sub (1h) si trasferiscono con gommone fino a grotta di Haxhi Ali e poi a capo linguetta (1h) dove scendono per il percorso a terra. Qui salgono a bordo i 5 che sono giunti a piedi, che fanno immersione a capo linguetta (1h), visitano la grotta Haxhi Ali, e quindi si spostano a Shen Jan (1h) a caricare gli altri che, nel frattempo, concludono il percorso terrestre (2h). Possibilità di cambiare immersione con bagno/relax e/o di aggiungere grigliata e/o arrosto finale.

Grotte marine

Grotte marine

Leggenda
Il pirata Haxhi Ali faceva base nella grotta, dove nascondeva uno o due veloci vascelli che lanciava all’inseguimento di navi in transito al largo della penisola.
Nel ‘700 un crollo parziale della volta all’ingresso della grotta impediva il transito a natanti con pescaggio superiore a 0,5 m e metteva fine alle azioni dei pirati.
Il crollo è attribuito a un terremoto, ma il sospetto che sia derivato da una apposita azione di sabotaggio di agenti veneziani è forte (Venezia aveva, dopo l’intera Dalmazia, e Durazzo nel nord Albania, come base solo Corfù in Grecia: quindi non era riuscita a mantenere una presenza efficace lungo la costa albanese e le navi in transito tra questi due capisaldi incorrevano spesso nelle aggressioni dei navigli turco-albanesi)

Approfondimento
La grotta è stata studiata a fondo dai biologi della Stazione di Biologia Marina dell’Università del Salento (disponibile carta e sezione nei 2 files pdf). La piscina interna misura 61 x 43 m ed una profondità massima di 11 m. il portale è alto circa 45 m. Nella parte sommersa sono di particolare interesse le associazioni di serpulidi gregari Hypsicomus stichophthalmus. Nella parete opposta all’ingresso si notano stalattiti biogene oblique (crescendo si protendono verso la luce dell’ingresso perché composte anche da alghe e vegetali, oltre che da carbonati). Sulla stessa parete, a circa 3 m sott’acqua, si apre un ampio cunicolo completamente sommerso che si addentra nella roccia per altri 30 m circa. Scoperto e descritto dai biologi di Lecce nel 2004, ha fondale fangoso e pareti nere con bianchi tubi calcarei (lunghi e sottili) di vermi serpulidi che danno l’impressione di scritte tracciate col gesso su una lavagna. Facile da incontrare anche la stella di velluto rosso Hacelia attenuata rara nel Salento.

Per saperne di più

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Paesaggio

Paesaggio

Descrizione degli elementi dello skyline: mare interno (golfo) ed esterno (canale d’Otranto), isola, punte, monti, villaggi, etc.

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Ambiente naturale

Ambiente naturale

Descrizione dell’ambiente naturale emerso e sommerso: organismi del clima Mediterraneo con forti intrusioni di specie meno amanti del caldo, viventi a maggiore altitudine, sulla stessa penisola, e che disperdono propaguli verso valle.
La boscaglia è giovane forse per il taglio cui è stata soggetta per la frequentazione dei posti da parte dei militari (che hanno tracciato il sentiero) e dei pastori.
Il percorso è fortemente caratterizzato dalle querce (5 specie diverse), dal terebinto, e dall’euforbia. Il calcare è molto compatto. Faunisticamente il sentiero è molto interessante per gli insetti che, in primavera, si rinvengono numerosi.
Il mare è profondo oltre 40 m dal lato interno e scende verso i 200 m verso l’esterno senza il gradino della piattaforma continentale.
La punta linguetta separa, a W, l’Adriatico meridionale dallo Ionio settentrionale. All’interno della baia di Valona, tutto è considerato una propaggine dell’Adriatico meridionale.

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Difese militari

Difese militari

Bunker a fungo sono disseminati lungo tutto il sentiero a ricordare la fobia di una ennesima invasione italiana (nei primi 50 anni del ‘900 gli Italiani sono “entrati” in Albania tre volte…). Edifici a più piani, abbandonati, testimoniano un insediamento militare cospicuo. Nel punto più elevato del sentiero (circa 100 m sul l.m.) un tunnel nella roccia ospitava un cannone puntato verso il largo. Un altro tunnel nella roccia è visibile a Shen Jan, ma questo era forse adibito a magazzino di munizioni. La pesante linea difensiva costiera del Karaburun è la versione recente, fatte le dovute distinzioni ai diversi periodi storici, della potente linea difensiva costiera che nel ‘500-‘600 gli spagnoli realizzarono in tutta la Puglia e l’Italia meridionale, erigendo o ristrutturando torri di avvistamento contro le frequenti scorrerie dei turco-saraceni di probabile provenienza, almeno per il Salento, albanese

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Mare/immersioni

Mare/immersioni

L’ambiente marino sommerso del Karaburun è caratterizzato da forti pendii che raggiungono elevate profondità a poca distanza dalla riva. La fauna e la flora sono più ricche di quanto si osserva lungo le coste scoscese del Salento, con la caratteristica presenza di acque fredde già a poca profondità, che consentono il rigoglio di forme profonde a portata di una immersione subacquea. In estate sarà facile notare la copertura algale a Fucus decisamente inconsueta per immersioni sul versante Italiano, e l’abbondanza di castagnole rosse, in Salento rinvenibili solo oltre i 30 m di profondità (collegamento a files pdf sui fondali marini del Karaburun).

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Vita pastorale

Vita pastorale

Alcuni pastori vivono isolati sul Karaburun senza luce e senza riscaldamenti. Sono spesso giovani e conducono uno stile di vita immutato da millenni. L’assenza completa di villaggi e di urbanizzazione sul Karaburun rende le notti particolarmente buie, ma ideali per cogliere il minimo bagliore di luce anche oltre il canale d’otranto. I pastori sembra abbiano suddiviso approssimativamente tra di loro le aree di competenza, e lungo il sentiero si notano segnali di “confine” tra aree di pascolo adiacenti. Gli animali tenuti sono principalmente capre, e la boscaglia fornisce a questi uomini solitari la legna per lavorare, la sera, il latte di ogni giorno, e per scaldare le notti fredde dell’inverno. I ricoveri dei pastori sono spartani, ma alcuni di essi hanno allestito giardini apiari per la produzione del miele. Formaggi freschi e miele, o perfino carne allo spiedo, possono essere direttamente acquistate da questi produttori e cucinate sul posto a condire l’esperienza di selvaticità che questo itinerario suscita.

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