Il territorio di PERNATUR si inserisce nel cuore del neonato Parco Naturale Regionale “Costa Otranto-Leuca”.
Gli oltre 15 Km di costa costituiscono un ambiente dalla bellezza selvaggia, con aspetti panoramici e paesaggistici tra i più belli d’Italia. Il suo fascino si esprime oltre alla conformazione morfologica, con i colori delle rocce, della terra, del mare e della vegetazione. L’aspetto brullo scolpito dal carsismo, spruzzato dai depositi di terra rossa, un’interessante vegetazione spontanea che si concentra per rarità e bellezza sulla roccia a strapiombo sul mare e le numerosissime grotte di interesse archeologico, speleologico e biologico hanno contribuito a connotare il paesaggio costiero del Basso Salento come un patrimonio da tutelare, preservare da fruire e vivere nelle forme e nei modi della sostenibilità.
La costa rocciosa, soprattutto quando prende la forma di alte falesie a picco sul mare, è uno degli ambienti meglio conservati del territorio salentino e rappresenta l’habitat naturale di alcune specie della flora e della fauna rare, endemiche o di grande interesse biogeografico.
Da un punto di vista strettamente naturalistico, quindi, la costa diventa l’ambiente di maggiore interesse, in quanto su di esso gravitano gli elementi di unicità ambientale che il territorio può offrire. L’attenzione verso le azioni di conservazione e tutela dei paesaggi costieri è da ritenersi prioritaria e preliminare rispetto a qualunque forma di sfruttamento di tale risorsa.
Anche il contesto ambientale dell’entroterra è caratterizzato, però, da aspetti interessanti. Il territorio presenta “sistemi rurali” estremamente vari e diversificati, in virtù delle molteplicità di situazioni naturali, sociali, economiche, ambientali ed infrastrutturali.
Pajare, labirintici muretti a secco, mantagnate ed altre manufatti dell’architettura rupestre disegnano un paesaggio arcaico che ancora resiste. Insieme a questi, vecchi oliveti terrazzati sono ciò che rimane di una cultura contadina ormai passata.
Gli ambiti di naturalità sono rappresentati, invece, dai pochi nuclei boschivi, ormai relitti preziosi di aree anticamente più estese. Le terre, un tempo utilizzate a pascolo, sono però più ampie e meglio conservate soprattutto dove la prevalenza di roccia affiorante ne ha impedito lo sfruttamento agricolo. La vegetazione substeppica e la presenza di diverse specie di rapaci sono gli elementi che meglio caratterizzano questi ambienti rendendoli adatti ad intraprendere azioni di recupero dei vecchi sentieri ai fini di una fruizione compatibile e destagionalizzata legata ad attività di ecoturismo (ad esempio itinerari floristici e bird-watching).
L’area parco insiste su un tratto di costa che da sempre è stata teatro di significativi contatti e scambi culturali con le civiltà orientali. Questo ponte naturale che si protende verso l’Albania è stato più volte definito come “Porta d’Italia” e non a caso gli avvenimenti anche tragici degli ultimi decenni ne confermano la vocazione. Tale presupposto deve fornire le basi per una lettura attenta delle dinamiche socio-economiche esistenti attraverso cui si può cogliere la peculiarità di un fenomeno culturale che ha nel collegamento e nella fusione di due “mondi” la sua chiave di lettura.
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