La strada affianca la moderna direttrice provinciale sino all'entrata di Vitigliano, presentando alternativamente tratti di carrareccia, tratti di acciottolato e in parte di lastricato. Questo asse stradale dovette essere, almeno sino alla metà del XX secolo, la principale via di collegamento tra i centri di Vitigliano e di Cerfignano, oggi ripresa e "raddrizzata" dalla moderna strada asfaltata. Dei tratti visibili di questo percorso, la porzione più nord-orientale è quella meglio conservata in cui sono leggibili tracce di lastricato, mentre procedendo in direzione di Vitigliano l'asse stradale è ravvisabile soltanto nella presenza di brevi carrarecce ormai utilizzate a guisa di discariche abusive. Il tratto lastricato, invece, realizzato con un allettamento di pietre squadrate di piccolo e medio modulo, si individua immediatamente all'incrocio tra la S.P. 234 e la S.P. 258, si segue per una lunghezza di 260 m circa in senso EO, ed un'ampiezza complessiva della carreggiata di 2,80 m. Procedendo in direzione E, l'asse viario incrocia, poi, con una strada secondaria con orientamento NS che si immette nella S.P. 234 e che, secondo Giovanni Uggeri, sarebbe la direttrice originaria della Via Salentina. Al di là del suddetto incrocio la carrareccia prosegue per altri 200 m circa in direzione E, assumendo però l'aspetto di una strada di servizio per l'accesso ai campi coltivati che si estendono su entrambi i lati della via. Individuato in località Monte Velardi, ad una distanza di circa 1,2 km in direzione NE dal paese di Vitigliano, l'asse viario si diparte dalla S.P. 234 seguendo un orientamento EO.
Individuato sulla prosecuzione E dell'incrocio lastricato, ad una distanza di 540 m in direzione S dalla cappella dei Santi Medici, e a poco meno di 2 km in direzione SE dal centro di Minervino di Lecce, l'asse stradale presenta un orientamento EO. Il percorso, oltrepassando un incrocio con la S.P. 299, presenta un andamento continuo, seppure diversificato sino a Masseria Consalvi, per una lunghezza complessiva pari a 2,22 km. Un primo tratto, lastricato, presenta una lunghezza complessiva di poco più di 1.000 m, ed un'ampiezza di 3,20 m. Il selciato stradale è costituito da un lastricato parzialmente compromesso soprattutto nel tratto iniziale partendo da O, realizzato con l'impiego di pietre irregolari di medio e piccolo taglio, alternato a tratti di roccia affiorante. Sono chiaramente individuabili alcuni solchi di carraia, ampi 0,25-0,30 m, profondi 0,07 m circa, il cui interasse è 1,20 m circa. Lungo i margini dell'asse stradale si nota la presenza di pietre sbozzate di medio modulo che sembrano indicare il limite carreggiabile, forse una sorta di crepido.
Il percorso stradale individuato presenta un'ampiezza di circa 3,20 m, per un'estensione di circa 370 m. In direzione S termina in un incrocio lastricato, e prosegue ancora nella stessa direzione per poco meno di 1 km. A questa altezza, il percorso si incrocia con una strada proveniente da Cocumola con orientamento SO-NE, e continua verso S, in direzione di Cerfignano, presentando un selciato lastricato. L'intero percorso si configura come la porzione meridionale di una più estesa direttrice che procede con orientamento NS da Uggiano la Chiesa in direzione di Otranto, congiungendosi al percorso parallelo della S.P. 299 a circa 450 m in direzione SO dalla Masseria Montelauro. A poco meno di 2 km in direzione E dal centro di Minervino di Lecce.
Studiata a partire dalla fine del diciannovesimo secolo e negli anni successivi da parte di insigni studiosi, (F. Bacile, A. Perotti, R. Bordenache) riveste per la sua rarità notevole importanza storico architettonica. Trova confronti con gli edifici di S. Pietro ad Otranto, S. Marco di Rossano e con la Cattolica di Stilo. In non perfette condizioni di conservazione presenta, tuttavia, un eccezionale apparato iconografico con resti di almeno tre fasi di affreschi dei quali i più tardi sono databili al XIII-XIV secolo ca. Sulla base di recenti studi l'edificio viene datato al X secolo ca. Forse è stata sede di vescovado di rito greco alle dipendenze della Metropolia di S. Severina in Calabria (cfr. André Jacob "Il Vat. Gr 1238 e la Diocesi di Paleocastro"). Sembra anche essere raccordata con un interessante ambiente ipogeo adiacente il lato E dell'edificio e giacente sotto il piano di calpestio della chiesa cattedrale e del Palazzo Vescovile. Numerosi elementi architettonici di edifici più antichi sono reimpiegati all'interno della stessa tra i quali si segnalano una colonna in marmo "africano" ed una in pietra leccese con scanalature (dorica ?). Si raggiunge percorrendo Via Provinciale Vignacastrisi-Castro, Via Marinai d'Italia; Via IV Novembre; Via F.lli Bandiera; Piazza Perotti; Via Roma; Piazza Vittoria.
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